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Non si può morire la notte di Natale

Non si può morire la notte di Natale

Carissimi lettori ben tornati, oggi nonostante l’aria “romantica” di San Valentino, vi parlerò di un libro che è intrigante quanto coinvolgente. Sto per introdurre un racconto che sa tenere il lettore legato alle pagine con una forza tale che vi sembrerà di vivere il dramma in prima persona.

La recensione di oggi riguarda “Non si può morire la notte di Natale“, edito dalla casa editrice Baldini&Castoldi un thriller particolare per più motivi in realtà, il primo perché sa aprire scenari di sospetto anche su persone che tutto si potrebbe dire fuorché sospettabili. Ma la cosa più curiosa è che questa intrigante fantasia nasce dalla penna di un cantante di gran fama italiana. Sì carissimi lettori, perché questo che vi sto per raccontare è il primo romanzo di Enrico Ruggeri. E la cosa che mi fa ridere è che, parlandone con una mia amica che vive in Australia, qualche giorno addietro, mi ha confessato che credeva fosse un omonimo. Ed invece no carissimi, è proprio il cantautore italiano che ci ha regalato pezzi famosissimi come “Mistero“.

Ma bando alle chiacchiere, sedetevi tutti comodi e lasciatevi trasportare da quello che sto per raccontarvi, perché vedrete che merita davvero!

Sull’autore

Nn si può morire la notte di Natale“, come già anticipato, è il primo romanzo giallo di Enrico Ruggeri. Cantautore, scrittore, presentatore e speaker radiofonico che tutti gli italiani conoscono. Classe 1957, come il mio caro padre, vanta una carriera da solista che inizia nel 1981 e che ad oggi conta trenta album. Prima di intraprendere la carriera da solista ha cantato in una band chiamata Decibel. Che dire, Ruggeri è un talento davvero straordinario, e sono curiosa di leggere altri suoi libri perché se assomigliano anche solo un pò a quello che ho letto meritano davvero.

Il libro

Non si può morire la notte di Natale” è un romanzo giallo che fin dall’inizio ci catapulta in un aura di mistero così intricante da rapirci completamente. Protagonista di questa storia è Giorgio Sala un talentuoso attore teatrale che non sa dedicare lo stesso amore che dedica al suo lavoro anche alla famiglia. E’ coniugato con Carola, ha due figli, Giò e Vittorio, ma non ha mai saputo dare loro l’affetto che un vero padre dovrebbe dare ai propri figli.

Desiderato ed amato da moltissime donne che vedeva clandestinamente tra una rappresentazione teatrale e l’altra, Sala finirà col divorziare da sua moglie, ed i rapporti con i figli non saranno idilliaci, soprattutto con Giovanni detto Giò, con cui ha da sempre confronti molto agguerriti. Con Vittorio invece i rapporti vanno un pò meglio, ma non perché lui lo prediliga (in realtà non dimostra grande affetto a nessuno dei due) ma perché quest’ultimo cerca in qualche modo di giustificare i comportamenti del padre.

Costretto a vivere in un piccolo appartamento e a pagare gli alimenti alla ex moglie, Giorgio, oltre alle scappatelle continue con donne diverse con cui si diverte per una notte, a casa non gli resta che la solitudine delle mura di una spoglia dimora vuota che sua madre si ostina a chiamare “Studio“.

Sarà per questo motivo che la notte di Natale verrà trovato a casa con un proiettile che gli ha squarciato la testa facendolo quasi morire? Sala sembra essersi sparato un colpo di pistola dopo il cenone natalizio, quando i suoi figli, Carola, i suoi genitori ed anche gli amici Massimo e Barbara hanno lasciato la sua abitazione dove avevano festeggiato. Ma sarà vero? Può un uomo narcisista ed egocentrico come lui volersi togliere la vita?

In ogni caso, intenzionato o no a togliersi di mezzo, l’intento è miseramente fallito, lasciando però delle conseguenze piuttosto gravi sul suo corpo. Infatti dal giorno dopo di quel dannato incidente, per Giorgio ha inizio un calvario infinito. Sì perché la sua bella voce che tanto piaceva alle donne e che incantava spettatori di qualsiasi nazione durante i suoi tour teatrali, l’aveva abbandonato, lasciandogli un rauco verso terrificante. Ma se quello era già di suo un dramma, dovete sapere che ad abbandonarlo furono anche le sue gambe e le sue braccia.

“Hai avuto quello che ti meriti, sconta anche tu la pena che hai inflitto a me.”

Non si può morire la notte di Natale pag. 59

Per un artista del suo calibro, quello che gli è capitato è terribile. Oltretutto Giorgio è convinto di non essersi assolutamente sparato! Ma se non si è sparato, chi poteva averlo fatto? E per quale motivo? Aveva forse dei nemici questo famoso attore?

Sua moglie Carola ne avrebbe una sfilza di persone da indicare come sospettati, con moventi che vanno dalla rabbia all’odio vero e proprio. Con tutte le donne che l’ex marito si è portato a letto sicuramente ci sono anche tanti mariti traditi che non lo amano. Per non parlare di persone con cui ha lavorato e che a volte trattava in malo modo. Beh, ognuno poteva avere un motivo, ma resta comunque il fatto che la vittima non ha assolutamente intenzione di credere a quello che dice la polizia. Fuori c’è un assassino a piede libero, lui ne è fortemente convinto.

Paralizzato ed afono, Sala dovrà accettare suo malgrado di andare a vivere in una stanza della casa ormai diventata di proprietà della ex moglie, accudito quotidianamente da Irina, la donna ucraina che prima del suo incidente si prendeva cura del piccolo appartamento dove viveva.

“Un giorno pagherai per tutto questo. Il Signore non fa sconti.”

Non si può morire la notte di Natale pag. 122

Irina inizierà fin da subito ad indagare per capire chi abbia potuto sparargli ed inscenare un finto suicidio. Ma le cose sembrano prendere un’altra piega quando misteriosamente anche Massimo, il marito di Barbara viene trovato assassinato con dei colpi d’arma da fuoco nella sua abitazione. Sarà da questo momento che Giorgio inizierà a temere davvero che ci sia un assassino che ha cattive intenzioni verso lui e verso chi conosce. Ma chi può aver deciso di uccidere Massimo?

Giorgio credeva fosse lui il primo sospettato, poiché nel suo “viaggio investigativo mentale” era l’unico che avesse un vero movente. Dovete sapere che il nostro protagonista, da grande sciupafemmine ha avuto una relazione anche con Barbara, migliore amica di Carola. Ed allora potrebbe aver avuto dei sospetti o ancora peggio, delle certezze ed aver deciso di vendicarsi. Ma con lui ormai fuori gioco, le cose sembrano essere ben più complicate! 🤔

Secondo voi chi potrebbe aver ucciso Massimo? Qualcuno che conosceva entrambi i bersagli? E se sì, è pronto a finire il lavoro iniziato ma non andato a buon fine con Giorgio?

La realtà sulla morte di Massimo è ben più semplice di quanto crediate, e l’artefice? Beh, non lo immaginerete mai! 🧐 Curioso vero?

Ma se vi sembra curiosa questa parte del racconto, preparatevi, perché il bello arriva la vigilia del Natale successivo alla terribile vicenda di Giorgio. Il nostro protagonista infatti riacquisterà la voce a poco a poco, così come l’uso delle gambe e delle braccia. Certo non è ancora al top della forma, ma ha tutte le intenzioni di dire la sua ai famigliari, e sarà lui a chiedere loro la verità di quel terribile 25 dicembre scorso. I suoi sospetti sono infatti da sempre ricaduti sui membri della sua famiglia, e da loro pretende la verità taciuta. Riuscirà a far trapelare dalle loro bocche quel che è realmente accaduto?

Un giallo sorprendente quello di Enrico Ruggeri, capace di lasciare a bocca aperta il lettore che, convinto di essere ormai arrivato alla soluzione dell’ intrigato puzzle, verrà travolto da un’altra drammatica conclusione che spaventa forse anche di più del drammatico inizio di tutto questo romanzo.

Lo stile e le impressioni

“Non si può morire la notte di Natale” è un coinvolgente giallo che piacerà a chiunque abbia voglia di cimentarsi investigatore per una volta nella vita. Ben strutturato, questo primo romanzo di Enrico Ruggeri sa attrarre il lettore anche per la geniale idea di usare la prima persona nella narrazione. Io sono da sempre attratta da questa scelta, stile che ho apprezzato anche in “Non è mai troppo tardi“, di Stefania Russo, poiché trovo che riesca a far calare chi legge sin da subito nelle vicende e nei pensieri del protagonista, regalando così una forte empatia e connessione con chi la vicenda narrata la sta vivendo, proprio mentre noi la leggiamo.

Bidibibodibibook cerca sempre la magia nelle sue letture, ed in questa qual’è?

In questo libro la magia è racchiusa nei pensieri del protagonista che, chiuso nel suo iniziale silenzio, riuscirà a farsi forza e a trovare il coraggio di pretendere di sapere una verità che forse era meglio non conoscere davvero.

La copertina del libro “Non si può morire la notte di Natale” di Enrico Ruggeri
  • Titolo: Non si può morire la notte di Natale
  • Autore: Enrico Ruggeri
  • Casa editrice: Baldini&Castoldi
  • N. Pagine: 153
  • Prezzo al pubblico: € 13,90 (versione cartacea)

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